Venerdì 9 Maggio 2008


:: CURIOSITA' ::

Curiosità sul Pane ::
L’uomo nel corso della sua storia è sempre stato accompagnato dal consumo alimentare dei cereali. All’inizio delle prime e più grandi civiltà cinesi, egiziane ecc., era già praticata l’arte di piccole coltivazioni cerealicole con incerti risultati da parte delle donne. L’Asia scelse il riso, l’Egitto e il bacino del Mediterraneo scelsero il frumento, mentre l’America scelse il mais. Prima per l’agricoltura si usavano aratri fatti a mano che via via vennero perfezionati nel tempo e dei mortai (per schiacciare il grano); si passò poi alle macine perfezionate, cioè i mulini. Da pappe cotte su pietre arroventate, si passò all’uso dei forni raffinati per produrre pani ben cotti. Soltanto con l’invenzione dell’elettricità nel 1900, si costruirono forni e impastatrici automatiche. Il pane era ed è ancora uno dei cibi più utilizzati nell’Occidente. In Egitto si pagavano salari con pani e birra. Nel sacramento della comunione della chiesa cattolica è presente il culto del pane. Ai tempi dei romani si producevano decine di qualità differenti di pane, con la crusca e cereali per i più nobili e con il grano tenero per i più poveri. Il pane più raffinato era bianco e destinato ai più ricchi. A ogni soldato romano spettava un chilo di pane al giorno. Durante le carestie (nel medioevo) mescolavano gli scarsi cereali (segale, farro ecc.) con paglia o polvere d’argilla. Il pane dei poveri divenne bianco solo dopo la rivoluzione francese e anni di carestie tremende. Molti eserciti perdevano le guerre per la fame e il freddo. Nella prima guerra mondiale la Germania perse la guerra anche per la fame, non potendo più ricevere grano dagli Stati Uniti. Nella seconda guerra mondiale Hitler voleva conquistare la Russia per il petrolio e per il grano. Durante la II guerra mondiale, per ricevere il pane bisognava avere una tessera come accadeva al tempo dei greci antichi. L’Europa del nord nel medioevo trascurò sempre di più le coltivazioni di terre per colpa delle invasioni barbariche. I monaci salvarono le coltivazioni e i libri antichi. Peggiorò la qualità del pane; per la scarsa disponibilità del frumento, il pane si faceva con altri cereali minori (segale, orzo, farro ecc.). Al mugnaio era spesso affidato il triste compito di trattenere, in cambio del monopolio della macinatura di tutto il feudo, una quantità di farina variabile secondo i tempi, ma sempre tale da soddisfare le necessità del signore del luogo, togliendola ai magri e poveri contadini. Sul piano della tecnica nel medioevo, c’è un evoluzione con la diffusione dei mulini a vento e un uso più razionale di quelli a acqua. Nell’ 800 si svilupparono le tecniche di coltivazione, mentre nel 900 si sperimentarono sementi più redditizie. Da qui in poi le macchine (la seminatrice meccanica, la mietitrice) furono usate sempre di più e vennero impegnate nei lavori dei campi. In Francia (XIII sec.) la JACQUERIE sì era sollevata al grido di “le pain se lève” e non ci si riferiva alla fermentazione dell’impasto ma ad una ribellione per ottenere giustizia contro le autorità del tempo (feudatari e chiesa).

 
 


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