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Curiosità sul Pane ::
L’uomo nel corso della sua storia è sempre stato
accompagnato dal consumo alimentare dei cereali. All’inizio
delle prime e più grandi civiltà cinesi, egiziane ecc., era
già praticata l’arte di piccole coltivazioni cerealicole con
incerti risultati da parte delle donne. L’Asia scelse il
riso, l’Egitto e il bacino del Mediterraneo scelsero il
frumento, mentre l’America scelse il mais. Prima per
l’agricoltura si usavano aratri fatti a mano che via via
vennero perfezionati nel tempo e dei mortai (per schiacciare
il grano); si passò poi alle macine perfezionate, cioè i
mulini. Da pappe cotte su pietre arroventate, si passò
all’uso dei forni raffinati per produrre pani ben cotti.
Soltanto con l’invenzione dell’elettricità nel 1900, si
costruirono forni e impastatrici automatiche. Il pane era ed
è ancora uno dei cibi più utilizzati nell’Occidente. In
Egitto si pagavano salari con pani e birra. Nel sacramento
della comunione della chiesa cattolica è presente il culto
del pane. Ai tempi dei romani si producevano decine di
qualità differenti di pane, con la crusca e cereali per i
più nobili e con il grano tenero per i più poveri. Il pane
più raffinato era bianco e destinato ai più ricchi. A ogni
soldato romano spettava un chilo di pane al giorno. Durante
le carestie (nel medioevo) mescolavano gli scarsi cereali
(segale, farro ecc.) con paglia o polvere d’argilla. Il pane
dei poveri divenne bianco solo dopo la rivoluzione francese
e anni di carestie tremende. Molti eserciti perdevano le
guerre per la fame e il freddo. Nella prima guerra mondiale
la Germania perse la guerra anche per la fame, non potendo
più ricevere grano dagli Stati Uniti. Nella seconda guerra
mondiale Hitler voleva conquistare la Russia per il petrolio
e per il grano. Durante la II guerra mondiale, per ricevere
il pane bisognava avere una tessera come accadeva al tempo
dei greci antichi. L’Europa del nord nel medioevo trascurò
sempre di più le coltivazioni di terre per colpa delle
invasioni barbariche. I monaci salvarono le coltivazioni e i
libri antichi. Peggiorò la qualità del pane; per la scarsa
disponibilità del frumento, il pane si faceva con altri
cereali minori (segale, orzo, farro ecc.). Al mugnaio era
spesso affidato il triste compito di trattenere, in cambio
del monopolio della macinatura di tutto il feudo, una
quantità di farina variabile secondo i tempi, ma sempre tale
da soddisfare le necessità del signore del luogo,
togliendola ai magri e poveri contadini. Sul piano della
tecnica nel medioevo, c’è un evoluzione con la diffusione
dei mulini a vento e un uso più razionale di quelli a acqua.
Nell’ 800 si svilupparono le tecniche di coltivazione,
mentre nel 900 si sperimentarono sementi più redditizie. Da
qui in poi le macchine (la seminatrice meccanica, la
mietitrice) furono usate sempre di più e vennero impegnate
nei lavori dei campi. In Francia (XIII sec.) la JACQUERIE sì
era sollevata al grido di “le pain se lève” e non ci si
riferiva alla fermentazione dell’impasto ma ad una
ribellione per ottenere giustizia contro le autorità del
tempo (feudatari e chiesa). |
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